Feb
17
2019

Blocco lavatrice Ariston AVSL109

Ariston Avsl 109

Il blocco della lavatrice è sempre un incubo: acqua che si riversa dappertutto, spie che lampeggiano peggio del più infido luna park ma, soprattutto, quel senso di impotenza che mette l’uomo di fronte a se stesso ed alla propria mascolinità 😀

Scherzi a parte, oggi la mia Ariston AVSL109 (qui il manuale d’uso dato che trovarlo è sempre un dramma), si è bloccata segnalando un incomprensibile errore. Dato che non è presente un display LCD, ho dovuto scartabellare in lungo e in largo per il web per capire quale fosse il problema. Alla fine è venuto fuori che l’errore segnalava un generico “errore di scarico dell’acqua:

Plancia dell’Ariston AVSL 109

Soluzione del problema

Il problema era derivato dal fatto che il filtro del tubo di scarico era otturato, complici un po’ di rimasugli dei lavaggi (peli di animali, fazzoletti dimenticati nelle tasche dei pantaloni, fili di lana staccatisi da maglioni e via dicendo). Questi rimasugli avevano completamente intasato il foro di uscita.

Come si fa?

Ci serviranno un cacciavite a taglio e… null’altro 😀

PASSO 1:

Iniziamo spegnendo la lavatrice e staccandola fisicamente dalla corrente. Cerchiamo, poi, il tubo di scarico: sarà quello che, partendo dal basso del retro della lavatrice, va a finire nel muro.

Attenzione! 
Troverete 2 tubi: uno di carico (spesso attaccato ad un rubinetto) ed uno di scarico. Il tubo che ci interessa sarà posto sicuramente più in basso rispetto a quello di carico.

PASSO 2:

Con il cacciavite, allentare la vita del morsetto che tiene unito il tubo di scarico dall’innesto a muro:


Una volta allentata la vite, piazziamo una bacinella al di sotto del tubo in modo da non bagnare il pavimento e stacchiamo il tubo dall’innesto. Puliamo per bene sia il tubo (scaricando l’acqua stagnante nella bacinella) e l’innesto a muro, aiutandoci con il cacciavite. Se l’innesto è estraibile dal muro (e al 99% lo sarà), stacchiamolo, posizioniamolo nel lavandino e laviamolo con dell’acqua calda aiutandoci o con il cacciavite oppure con un vecchio spazzolino da denti.

Rimontiamo tutto, riaccendiamo la lavatrice e, voilà, tutto risolto!

Feb
5
2018

Autoradio Suzuki Ignis bloccata. Come fare?

Autoradio Bosch Blaupunkt della Suzuki Ignis

Dopo aver portato dal meccanico la mia Suzuki Ignis 4×4 (2008), l’autoradio Bosch/Blaupunkt di serie (sulla vostra auto potreste trovare indifferentemente una marca o l’altra ma, di fatto, l’autoradio è la stessa), richiedeva il codice di sicurezza (orrore e dannazione! guidare senza musica?!? giammai!). Questo accade quando l’autoradio resta senza alimentazione. In effetti, il meccanico aveva dovuto staccare la batteria per effettuare la manutenzione al mezzo…

La richiesta del codice è un deterrente per i possibili malintenzionati: “rubi l’autoradio? Se non hai il codice di sblocco, non la puoi usare!”. In realtà non è esattamente così e, anzi, spesso questo crea problemi solo al legittimo proprietario, come in questo caso. La soluzione, però, con un po’ di ricerca sull’amico Google, c’è e non è poi così complicata. Vediamola insieme:

1) Innanzitutto estraiamo l’autoradio dal proprio alloggiamento. Per fare questo, serve una coppia di chiavi “doppio DIN” (o “2 DIN”). Tali chiavi vanno inserite negli appositi fori posti ai lati dell’autoradio. Vanno premute bene a fondo e poi, facendo leva verso l’esterno, vanno tirate verso di se. In questo modo il blocco dell’autoradio fuoriuscirà completamente (l’autoradio si connette ad incastro, non ci sono cavi che potreste staccare accidentalmente). Se la procedurta non fosse chiara, vi lascio un link ad un video di youtube (nello specifico vengono utilizzate delle chiavi strette perché l’autoradio occupa un solo slot anziché due ma la procedura è la stessa);

Double DIN keys

2) Una volta estratta l’autoradio, cercate l’etichetta con i codici seriali appiccicata sul retro o sul fianco della radio. Dovrebbe essere una cosa così:

Autoradio Bosch per Suzuki Ignis

(ovviamente questi non sono i dati reali della mia autoradio);

3) I codici che ci interessano sono i seguenti, annotateveli da qualche parte:

Il codice “3063” dovrebbe comparire anche a voi perché si tratta del modello specifico dell’auto in questione;

4) Scarichiamo ora il software “Blaupunkt standard” (se il primo link non funzionasse, provate questo link alternativo) e salvatelo sul desktop o altra cartella a scelta. Estraete il pacchetto .rar con il mitico WinRar (o con l’ottima alternativa 7zip) ed eseguite il file .exe (per chi, come me, utilizza Mac, non ho ancora trovato nulla di sostitutivo… però potete sempre utilizzare una macchina Windows virtualizzata con virtualbox o con Parallels Desktop per risolvere il problema);

5) Vi comparirà una finestra simile alla seguente:

Dovete inserire, al posto dei trattini, i valori della vostra autoradio e premere “calculate”: il sistema, se i dati inseriti sono corretti, restituirà il codice di sblocco dell’autoradio;

Ottenuti i dati,una sequenza di 4 cifre, procediamo come segue:

  1. Inseriamo le chiavi dell’auto e diamo corrente (non serve accendere fisicamente la macchina, basta girare la chiave fino al primo step, in modo che la batteria entri in fuzione e dia corrente alla radio);
  2. Accendiamo la radio (in modo che il display mostri la scritta “CODE”;
  3. Premiamo (e teniamo premuto) il pulsante “BAND”. La scritta cambierà, richiedendo di immettere il codice di sblocco;
  4. Premiamo il tasto “1” presente sul tastierino posto sulla destra  della radio. Ad ogni click su tale tasto, la prima cifra incrementerà di 1 valore. Per inserire, ad esempio, il valore “4”, dovremo premere 4 votle il tasto q dell’autoradio. Procedere allo stesso modo per le cifre “2”, “3” e “4”. Facendo un esempio concreto, se il codice di sblocco fosse “8136”, dovremo premere 8 volte il tasto “1”, 1 volta il tasto “2”, 3 volte il tasto “3” e 6 volte il tasto “4”;
  5. Infine premiamo (e teniamo premuto) il tasto “BAND”. A questo punto la procedura è completa e l’autoradio dovrebbe sbloccarsi e accendersi! Se la procedura non fosse abbastanza chiara, qui, potete vedere un video esplicativo con sottotitoli in inglese.

 

Frequent Asked Questions / Domande Frequenti (FAQ):

D: Dove trovo queste chiavi doppio DIN?
R: Le trovi facilmente su Ebay o Amazon. Quasi di sicuro le ha qualunque elettrauto marchiato Suzuki. Non lascio link diretti perché le inserzioni per queste chiavi cambiano spesso;

D: Ho visto che sul Play Store di Android (o App Store di Apple) ci sono molte app che calcolano i codici, non conviene usare quelli?
R: Si, anche quelle app possono andare bene… però spesso richiedono l’acquisto della versione pro dell’app per poter ricevere i codici. La procedura da me proposta è completamente gratuita;

D: La mia autoradio è Sony/Pioneer/Clarion/Bose/altro, come posso fare?
R: Prova a dare un’occhiata a questo fantastico sito!

Giu
10
2013

Licony Trail: a spasso tra le montagne

Licony Trail - il Bivacco Pascal, arrivo del Vertikal2000Licony Trail, a spasso tra le montagne

Per chi non lo sapesse, il12 e 13 di luglio 2013 avrà luogo il Licony Trail. Si tratta di una gara trail (corsa di montagna con lunghezza e dislivello importanti) divisa su due percorsi distinti con partenza da Morgex e transito nel comune di La Salle. I due tracciati hanno caratteristiche completamente diverse:

Il primo, definito appunto Licony Trail, è una gara di 25 km di lunghezza con dislivello positivo totale di 1300 metri (1300 D+), il secondo, definito Vertikal2000, come fa giustamente supporre il nome, è un doppio chilometro verticale (k2000) con lunghezza approssimativa di 10 chilometri ed uno sviluppo verticale di 2.000 metri esatti (si parte da Morgex, 920 metri sul livello del mare e si arriva al Bivacco Pascal a quota 2.920).

Non si tratta di due percorsi estremi (come possono essere un Ultra Trail Mont Blanc o un Tor des Géants) ma richiedono, comunque, una buona preparazione tecnica oltre alla piena consapevolezza che i chilometri da affrontare sono tanti e che correre in montagna non è come correre al parco sotto casa :D. Nondimeno queste sono gare elitarie: con un po’ di allenamento, la gara è affrontabile da quasi tutti. l’iscrizione è aperta a chiunque sia in buona salute (attestata da un certificato medico sportivo agonistico) e abbia compiuto almeno 15 anni di età.

Se vi interessa scoprire di più, vi invito a dare un’occhiata al sito (www.liconytrail.com) e, magari, finisce che ci vediamo sul tracciato di gara!

Buona corsa a tutti quanti! 🙂

 Licony Trail, Vertikal 2000

Giu
9
2013

Internal server error 500 su Aruba: la soluzione!

Aruba e WordPress

ATTENZIONE: questo post risale a Giugno 2013, le soluzioni suggerite potrebbero non essere più efficaci!

Internal Server Error 500 con Aruba: il danno e la soluzione!

Alzi la mano chi ha un blog basato su WordPress ospitato sui server Linux di Aruba e non ha mai avuto un “Internal server error 500”! Nessuno? Proprio nessuno? Immaginavo… Bene, forse, dopo lunghi tentativi ed altrettanti litri di caffé per tenere alta la concentrazione, ho risolto il problema una volta per tutte… la soluzione è molto facile e, soprattutto, definitiva (NOTA: uesto post è del 2013 ed io ho abbandonato Aruba da un bel po’… le cose nel frattempo potrebbero tranquillamente essere cambiate)! Se qualche scettico sta pensando “scommetto che la soluzione è riparare le solite permission danneggiate”, dovrà ricredersi, la modifica che segue è definitiva e testata da me personalmente su 4 blog WordPress hostati su Aruba: in fase di aggiornamento automatico di temi, core e plugin, non ho riscontrato più nessun Internal Server Error 500!

Seguitemi con attenzione:

  • Per prima cosa entriamo nella pagina di configurazione del nostro hosting Aruba raggiungibile da qui. Compiliamo il form con il nome del nostro dominio (ovviamente senza il WWW davanti), inseriamo il nostro user name Aruba (qualcosa tipo 1234567@aruba.it), la relativa password e, infine, compiliamo il CAPTCHA;
    Xdebug && MAMP - step 1, login to Aruba admin panel
  • Nella zona denominata “LINUX AREA” troverete la voce Pannello gestione Hosting Linux, cliccatela;
    Xdebug && MAMP - step 2, scegliere l'amministrazione dell'hosting linux
  • Ora siamo all’interno del Pannello gestione Hosting Linux, in alto selezionate l’ultima tendina (Strumenti ed impostazioni);
    Xdebug && MAMP - step 3, scegliere "strumenti ed impostazioni"
  • Ora dovrete scegliere la voce “personalizzazione del file php.ini“;
    Xdebug && MAMP - step 4, scegliere il corretto file php.ini
  • Vi si aprirà una nuova finestra dove potrete selezionare la tipologia di file php.ini più adatta alle vostre necessità: per risolvere il nostro Internal Server Error 500, dovrete selezionare, ovviamente, la voce WORDPRESS;
    Xdebug && MAMP - step 5, scegliere php.ini per wordpress

Che ci crediate o no, questa è la soluzione ad ogni Internal Server Error 500 causato da WordPress (ovviamente se il problema è relativo alle permission e non ad un plugin che fa casino… per quello dovrete scervellarvi in altro modo, mi spiace).

Se questa soluzione vi aiuta,lasciate un messaggio… se invece non dovesse bastare, fatemelo sapere e cercherò di darvi una mano 🙂

Buon blogging!

Ott
21
2012

Xdebug && MAMP on Mac Os X > Mountain Lion

xdebug && MAMP for Mac OsX

Programmazione php + mysql in locale: MAMP for Mac OsX && xdebug

Dopo il passaggio a Mountain Lion, previa formattazione del nuovo disco allo stato solido (per ora solo 120 giga ma vedremo di fare un update al più presto! fatto, con un Samsung 840 Pro 512 giga si vive molto meglio!!), la classica procedura per abilitare xdebug (per chi non lo conoscesse, si tratta di un modulo che semplifica tantissimo il lavoro di debugging, colorando i codici di errore ed indentandoli in maniera facilmente leggibile: lo potete scaricare qui) sembrava non funzionare più. Se anche a voi è capitata la stessa cosa (con qualunque versione di Mac OsX dalla 10.8 o superiore – quindi Mountain Lion, Mavericks, Yosemite o El Capitan), ecco come risolvere:

Aprite un Finder (io uso Path Finder Commander One, se provenite da Windows ed usate Total Commander vi tornerà sicuramente utile) e recativi alla seguente cartella:

Applicazioni/MAMP/bin/php/php5.x.x/conf dove php5.x.x è la versione di php in uso sul vostro MAMP (la potete scoprire aprendo la schermata principale di MAMP e cliccando su “Preferenze…” -> “PHP”).

A questo punto aprite il file php.ini con il vostro editor di testo/php preferito (io uso NetBeans, Coda e Atom), cercate la stringa “[xdebug]” (probabilmente la troverete alla fine del documento) e inserite di seguito quanto segue (cancellando o commendando il codice di default):

[Xdebug]
zend_extension=”/Applications/MAMP/bin/php/php5.4.4/lib/php/extensions/no-debug-non-zts-20100525/xdebug.so” ATTENZIONE, la stringa “no-debug-non-zts-20100525” cambia a seconda della versione di MAMP installato sulla vostra macchina!
xdebug.remote_enable=on
xdebug.remote_log=”/var/log/xdebug.log”
xdebug.remote_host=localhost
xdebug.remote_handler=dbgp
xdebug.remote_port=9000

EDIT: in realtà l’unica riga che serve per abilitare il modulo è zend_extension=”/Applications/MAMP/bin/php/php5.4.4/lib/php/extensions/no-debug-non-zts-20100525/xdebug.so”, le altre diciture abilitano il debug remoto. Abilitandolo potrete debuggare in tranquillità dal proprio IDE preferito (Netbeans, Eclipse, ecc.) anche se il vostro progetto non è in locale. A voi la scelta se lasciarle o meno… volendo potete commentarle aggiungendo un punto e virgola ( ; ) davanti alla stringa in modo da poterle decommentare a piacere in caso decideste di passare da una metodologia di lavoro client-client ad una client-server.

A questo punto dovrete solo ristartare MAMP (terminare il server apache ed il database SQL oppure riavviare il computer) ed il gioco sarà fatto!

Ecco una comparativa tra l’output di un var_dump() prima e dopo l’abilitazione del modulo di debug:

Prima e dopo l'indentazione di xdebug

 

Mar
23
2011

Giuliano Ferrara is back (ma ne sentivamo davvero il bisogno?)

Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara non mi è mai piaciuto, lo ammetto senza problemi. Questo, dunque, sarà esattamente quello che già immaginate: un post di parte.

Sarà che non ho la televisione e quindi non pago il canone (come già dissi tempo fa) altrimenti avrei già mandato qualche decina di mail di protesta per la ricomparsa dell’elefantino sulla rete pubblica. Non contento di aver fatto una pessima figura alla presentazione della sua Radio Londra ai Tg1 (ricordate? Il signor Ferrara esordì dicendo “io sono schierato, non lo nego come fanno gli altri” per poi passare all’attacco del sostituto procuratore Ingroia che, durante la manifestazione del 12 marzo a favore della Costituzione, aveva parlato pubblicamente contro la riforma della Giustizia) e dopo aver allestito un banchetto per dare dei bigotti ai contestatori di Berlusconi e delle sue “amichette”, si è presentato, sgargiante nelle sue bretelle tirate a lucido, abbassando significativamente lo share serale di Rai1 che lo ospitava (per la modica cifra di 3.000 euro a puntata a quanto pare) ottenendo un abbassamento di pubblico stimato attorno al milione di telespettatori (che, dai 6.881.000 del Tg1 sono passati improvvisamente a 5.915.000 di Radio Londra – dati Auditel).

La seconda puntata sembra essere andata anche peggio… Dai 6.785.000 spettatori del Tg1 delle 20, si è passati a 5.600.000 di Radio Londra (in una sola puntata, 315.000 spettatori persi, ottimo risultato!).

Vedremo se il trend verrà confermato perché, sembra, le 200 puntate previste dal contratto di Giuliano “Elefantino” Ferrara, verranno registrate e trasmesse (e pagate dalla Rai – quindi da noi tutti) anche se il programma non raggiungerà uno share sufficiente e un adeguato incasso in termini pubblicitari.

Ma, ragazzi, questa è l’Italia… e se si è dalla parte giusta, tutto è possibile.

Gen
6
2011

Sempre di notte, solo di notte

notte

“Il giorno ansima nell’urgenza. Solo la notte si lascia respirare”
(Fabrizio Caramagna)

Sempre qui, sempre di notte … La voglia di scrivere non è scomparsa, anzi! A dire la verità non si è mai sopita… Ma il tempo a disposizione è poco. La vita frenetica mi tiene lontano dalle cose belle, leggere e semplici come il riempire una pagina (cartacea o virtuale che sia) con lettere e numeri. Troppi pensieri per la testa… troppi impegni per poter dedicare tempo sufficiente a tutto ciò che mi piace…

La mia amata Tama prende la polvere in cantina…

Il blog mostra aggiornamenti e post al ritmo di 5 l’anno…

Le fotografie sono sempre meno…

I libri si accumulano sul comodino creando pile e pile che gareggiano in altezza con i grattacieli…

Le scarpe  da corsa restano tristemente appese al chiodo…

In quest’epoca di frenesia totale non si riesce più a trovar tempo per nulla… è questa la vera rovina del ventunesimo secolo… La mancanza di tempo per coltivare hobby e godere di ciò che il mondo ci propone. Il restar chiusi in ufficio mentre fuori splende il sole è un po’ come essere morti prematuramente senza essersene resi conto. Rendersene conto può aiutare il risveglio… ma non sempre… a volte manca la forza fisica… o peggio quella interiore che ci fa smuovere e ci sferza. Ho bisogno di tornare attivo, lo so, lo sento! Ma non ci riesco… mi sto impigrendo pian piano… fate qualcosa, lanciatemi una ciambella di salvataggio!

Oppure lasciatemi qui. E’ con le mie gambe che devo uscirne… sono io a dover muovere il culo e smettere di frignare… la vita è mia ed io devo decidere che farne… Da domani si cambia! Si, di nuovo… e non sarà come le 100 volte precedenti… ce la posso fare… basta l’impegno… e la voglia… e il tempo… e…

Auguratemi buona fortuna… e buona notte

Nov
28
2010

Rispristinare le icone di Windows 7

Utilizzare Explorer per recuperare le icone scomparse

Ommioddio! Che fine hanno fatto le icone?!?

Windows, si sa, spesso è capriccioso… e la sua capricciosità si riscontra in innumerevoli situazioni. A me è capitato proprio in questi giorni di assistere ad un evento bizzarro (non sto a spiegarvi i perché e i percome per non annoiarvi): le icone dei programmi (sul desktop, nella barra di avvio veloce e nel menu programmi) risultavano mancanti (cioè il disegno originale dell’icona era visualizzato usando la classica icona di link mancante) ma i programmi si aprivano senza problemi.

Per risolvere la cosa, dopo una breve ricerca su internet, la soluzione è saltata fuori.

Sappiate che il database delle icone è situato, parlando di Windows 7 (e anche Vista direi) in c:\Users\utente\AppData\Local e si chiama IconCache.db. Ovviamente al posto di utente si dovrà scrivere il nome dell’utente le cui icone risultano mancanti (se non sapete qual è il nome utente abbinato al vostro profilo, basta cliccare sull’icona di avvio in basso a sinistra  e leggere il nome della cartella dei dati personali dell’utente… nel mio caso è jeko per cui la cartella esatta è c:\users\jeko\AppData\Local.

La procedura è semplice: chiudete tutti i programmi in esecuzione, aprite il task manager (premendo ctrl + alt + canc –> avvia gestione attività oppure cliccando col tasto destro del mouse sulla barra di windows e scegliendo avvio gestione attività), cliccare col tasto destro su explorer.exe e selezionare termina attività.

Explorer.exe è il gestore della parte grafica di windows pe rcui, una volta ucciso il processo in questione, la barra di windows e ogni altra finestra (escluso gestione attività) verranno inesorabilmente chiuse. A questo punto, clicchiamo nel menù File e selezioniamo “Nuova attività (esegui)” e scriviamo cmd. Si aprirà la tanto amata/odiata console di DOS, una bella finestrella nera in cui il pc ci chiede di inserire comandi testuali.

Dovreste trovarvi all’interno della cartella c:\Users\nomeutente. (se non lo siete digitate cd.. tante volte quante serve per trovarvi nella root del sistema operativo, cioè visualizzando solo  c:\, e poi digitate il comando c:\Users\nomeutente). Ora digitate i comandi seguenti, seguiti da invio:

cd AppData/Local (vi dovreste trovare, dunque in c:\Users\nomeutente\appdata\local)

DEL IconCache.db /a (questo comando cancella la cache delle icone che verrà ricostruita al prossimo riavvio di Explorer.exe)

EXIT

Fatto ciò la finestra nera di DOS si chiude. Selezioniamo nuovamente File –> Nuova attività (esegui) dal menu della gestione attività e digitiamo Explorer.exe

Se abbiamo fatto tutto come si deve, Explorer sarà ripartito, sarà tornata la barra di Windows e con lei tutte le nostre vecchie icone!

Lug
15
2010

Seri problemi al Datacenter di Seeweb

seeweb

La notizia è delle 16:00 ma riesco a scriverne solo ora: il data center di SeeWeb collocato a Frosinone risulta essere down a causa di una sfortunata serie di circostanze: un blackout ed un successivo problema al sistema di smaltimento dei gas degli UPS (con conseguente down degli stessi e infine collasso generale del DataC.).  Sul sito della società (tornato online da pochissimo) si legge quanto segue:

Oggi pomeriggio alle ore 16.00 abbiamo avuto un grave problema elettrico non dipendente da noi presso il datacenter di Frosinone, conseguentemente un problema legato al sistema di espulsione dei gas di scarico del gruppo elettrogeno ne ha provocato l’arresto e la conseguente fine autonomia dei gruppi UPS.
Stiamo procedendo al riavvio di tutti i servizi, seguiranno aggiornamenti.

Dopo tre ore di down di tutti i nostri siti web hostati da SeeWeb, caselle di posta e servizi associati (e conseguente sfilza di telefonate allarmate di TUTTI i nostri clienti), purtroppo, non risultano esserci aggiornamenti di rilievo… Unico segno di vita la mail automatica inviata da MailEnable che segnala l’attivazione (una tantum, ricevuta da pochi clienti) di una nuova casella… La cosa mi terrorizza alquanto… sa di perdita irrimediabile dei dati………… c’è da stare molto poco allegri. Se ce ne saranno, seguiranno news; stay tuned (e incrociate le dita per me!!).

EDIT: le due news di ieri sera/stanotte recitano:

  • 2010-07-15 21:01:30 – Aggiornamento
    il 95% dei servizi SeeWeb sono operativi dalle 18.00 permangono problemi su alcuni servizi cloud server (al momento sono impattati circa 50 Cloud Server) a causa di anomalie di funzionamento degli switch L2 ridondati.
  • 2010-07-16 01:55:01 – Aggiornamento
    Limitatamente a 3 server i problemi si sono protratti fino alle 23.30 a causa del danneggiamento di alcuni dischi. Al momento ogni cosa risulta regolarmente rientrata in servizio.

Sembra, dunque, tutto risolto. Speriamo in bene 🙂

Citazione dell’anno


"Odiare i mascalzoni è cosa nobile"


Marco Fabio Quintiliano

Headers 2.0!

Headers 2.0 .... back again!
Paraponzi ponzi po'... gli headers son tornati... e tu che aspetti? Join the community! Scopri come (e scarica il .PSD!)

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