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Mar
1
2008

Me, myself & the kitchen: la Pavlova

Author JeKo    Category cucina che passione     Tags

pavlova
(la foto è d’archivio perché la meringa si trova attualmente in forno… a breve aggiornamenti).

Dopo aver seguito qualche lezione di alta cucina dalla maestra pirlina (con scarsi risultati ad essere sinceri), ho deciso che la mia sarebbe stata una missione: imparare a sopravvivere culinariamente…

E ora, dopo mesi e mesi di studio, posso dirmi sulla buona strada per l’emancipazione :P

Quel che vi presento oggi è una derivazione casalinga della torta cosiddetta Pavlova, dolce su base di meringa (se ne verrà fuori qualcosa di presentabile potrei scattare qualche foto e proporla a lei come header per il suo blog… chissà :P ). Ebbene si, i primi piatti mi sono congeniali ma ancora vagamente off limit nelle derivazioni più difficoltose… i secondi piatti sono più agevoli ma meno “divertenti”… il dolce è il cibo per eccellenza in quanto divertimento di preparazione e soddisfazione post realizzazione… non so a voi ma a me vedere una bella torta preparata con tutti i crismi (o quasi eh!) da parecchi soddisfazione :P

Percui ecco a voi la ricetta rimediata (dal sottoscritto e dal suo principale ispiratore: chef Tony detto “papà pensionato-casalingo” :P )

TORTA PAVLOVA (v. 02b)

Ingredienti per 6 persone (golose) circa:

  1. 5 albumi d’uovo;
  2. 20 g. di zucchero a velo;
  3. 180 g. di zucchero;
  4. Panna da montare: q.b. (circa 350 ml… ma anche 400 se preferite);
  5. Frutti di bosco: anche qui q.b., dipende da voi :P
  6. Pezetti di cioccolata (al latte, fondente, alle nocciole, fate voi secondo preferenza), ovviamente q.b.

Preparazione
Dividere i tuorli dagli albumi delle 5 uova. Montare a neve con uno sbattitore elettrico i cinque albumi fino ad ottenere un composto bello spumoso e parecchio solido. Aggiungere i 20 grammi di zucchero a velo (che in realtà non sono strettamente indispensabili ma danno un tocco in più… come il cacio sui maccheroni :P ) e amalgamarlo delicatamente al composto usando una spatola. Raccomando di mescolare sempre nello stesso senso per non far smontare il preparato… Ora riappropiarsi dello sbattitore elettrico e continuare a mescolare la spuma dell’uovo fin qui ottenuta aggiungendo lo zucchero un poco per volta… Risultato di questa manovra spumadovrebbe essere un composto zuccheratissimo e denssissimo che sembrerà mandare in affanno i poveri sbattitori… tranquilli è tutto regolare :)

Bene, è il momento di accendere il fuoco… o meglio… il forno :) Qui purtroppo iniziano i dolori: le meringhe sono delicatissime e basta cuocerle troppo o troppo poco, ad una temperatura troppo alta o troppo bassa per sminchiare (scusate il francesismo) l’intera operazione. Il mio forno ho scoperto funzionare bene con questa ricetta a 120° centigradi per 2 ore esatte con riscaldamento superiore ed inferiore senza ventilazione e con la griglia al posto della teglia… la selezione di questa lunga serie di variabili è stata frutto di esperimenti scientificamente comprovati (leggasi bruciatura meringhe, non cottura delle stesse, trasformazione della meringa in chewing-gum)… purtroppo non vi resta che provare… la temperatura in ogni caso non deve essere superiore ai 130° o avrete una bella meringa flambé che, nella migliore delle ipotesi avrà un colore cioccolatesco… e nella peggiore… beh, mneglio non pensarci ;)

Tornando a noi: prendete un bel pezzo di carta forno e appoggiatela sul tavolo. Prendete un piatto da portata un po’ ampio… tipo quelli da pizza che sono perfett per l’usoi. Usate il piatto per disegnare con una matita sulla carta da forno un bel cerchio. Questa sarà la dimensione della base della nostra Pavlova. In questo cerchio versate il composto appena preparato. Con una spatola di gomma (o un semplice cucchiaio se non avete la spatola) create la base della torta cercando di avere i bordi più alti del centro. Queso servirà a fare da “contenitore” per la panna montata che aggiungeremo dopo la cottura. Cercate di pacioccare il composto meno possibile perché, ripeto, la meringa è infida e tende a smontare… meno la si tocca e meglio è. Una volta soddisfatti del risultato infornate per 2 ore.

Nota: la meringa, una volta preparata sopravvive per diversi giorni ma, ovviamente, appena fatta è migliore.

Una votla che la meringa è pronta e fredda potete guarnirla: montate la panna senza aggiungere lo zucchero (la meringa è già parecchio dolce di suo) e spalmatela bellamente sulla sua base. Adagiate in maniera artistica (cioè a random) i frutti di bosco sulla panna e aggiungete dei pezzetti di cioccolato… et voilà, torta pronta per essere divorata: buon appetito!

Tip&tricks: sia per montare la panna montata che per gli albumi, l’aggiunta di un pizzico di sale rende l’operazione più veloce… ma poco eh, non è un filetto di manzo, è una torta! :P

Nel caso abbiate dubbi e/o suggerimenti lo chef (!?!?) JeKo risponde su skype, msn, cell o messaggio telepatico… utilizzare la pagina dei contatti per ogni evenienza :P

 

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Jun
14
2007

Lutto

Signore e signori, dopo aver ampiamente criticato il "Basta che vi decidete" con cui mamma rai ci ha "deliziati" giorni fa con tutte le persone che conosco (o quasi)… dopo aver corretto migliaia di volte chi, in mia presenza, sbagliava i congiuntivi nelle frasi quotidiane… dopo aver redarguito chi si riferiva alla nostra attuale valuta monetaria con "Euri" anziché "Euro"… dopo aver smaronato tutti con "si dice DECONCENTRATO e non SCONCENTRATO" (che, a dire il vero, potrebbe anche essere ammessa la duplice forma)…

oggi ho scoperto che "la figura retorica che si ha quando ad un nome si sostituisce una denominazione che lo caratterizza" (fonte Wikipedia) non è l’aUtonomasia ma l’aNtonomasia.

Chiedo pertanto scusa per aver contribuito fin’ora a infliggere colpi mortali alla nostra povera lingua madre, già subissata dalle varie K e Xò… Chino il capo di fronte alla mia ignoranza sovrana e prometto  di redimermi studiando il Devoto-Oli da cima a fondo… senza saltar nessun capitolo ;)

 

Citazione dell’anno


"Odiare i mascalzoni è cosa nobile"


Marco Fabio Quintiliano

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