Amsterdam – Day 0: l’andata
Ebbene si, sveglia alle 4:20, passeggiata notturna di mezz’oretta fino alla stazione di Porta Susa, tra i primi sbadigli dei lavoratori in procinto di prendere servizio e le ultime prostitute che, al nascere del sole, si ritirano dalle strade come novelli e tristi vampiri.
Il pullman autostradale impiega solo 1 ora e 40 minuti per portarmi a Milano Malpensa, contro le due ore preventivate dall’orario ufficiale… cazzo, potevo prendere quello delle 7 anziché quello delle 5! Ma meglio essere cauti quando si viaggia in economy class, senza diritto di rimborso in caso di mancata fruizione del servizio di trasporto o di risistemazione su altro volo in caso di mio, colpevole ritardo.
Ma comunque poco male, la sveglia in quasi piena notte mi ha permesso di riassaporare quel gusto di viaggio che viene a mancare di giorno: poca gente in giro, pullman silenziosi (e in orario), poco traffico e colazione in aeroporto. E sempre poco male il dover aspettare seduto su una panchina di fronte allo sportello check in per 2 ore: ho tempo di scrivere queste poche righe e di poter osservare i viaggiatori indaffarati a far quadrare gliu ultimi dettagli pre-volo: ultimi saluti alla mamma/fidanzata/sorella/moglie, ultimi baci di commiato, ultima fornitura di crackers/biscotti/panini per il viaggio, ultimi check-in ritardatari… E’ sempre bello poter osservare il caos non essendone parte
Note on the fly (nel vero senso della parola):
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gli svizzeri (volo Swiss Air) si dimostrano ancora una volta iper precisi… mi fanno quasi paura!
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in Olanda si sono dimenticati che per scendere da un aereo serve quantomeno una scala.
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l’aeroporto di Amsterdam è enorme… c’è davvero da perdersi…
E così alla fine ci siamo, welcome to Amsterdam dove l’efficienza è pane quotidiano.
Il tempo è “variabile” e credo non possa essere che così… 10 minuti di sole, 10 di pioggia, 10 di nuvole, 10 di vento, 10 di temporale 10di calma piatta… e so on…
Lo si intuisce dall’abbigliamento della gente del posto: non è affatt ostrano vedere gente in infradito e maglietta parlare a gente con i moon boot e maglia di lana (non sto scherzando!)… quello che è strano è vedere tutti (TUTTI) in bici, dal vecchietto malfermo alla “gran figa” in tenuta da discoteca (con tacco 12 e minigonna )!
E che dire dell’ambiente? Tutto (e tutti) molto rilassato, si gode di un’atmosfera di vero relax a tutto tondo… nessuno suona il clacson, il traffico è quasi inesistente (grazie soprattutto all’ottimo sistema di trasporti su rotaia)… ovunque c’è gente di ogni razza, lingua e religione… cinesi, turchi, francesi, spagnoli,italiani, tedeschi… gli olandesi sembrano quasi la minoranza,,, anzi, ad Amsterdamo forse lo sono davvero.
Nota serale: i puffi in olandese fanno riderissimo e “The terminal” è un buon film da vedere!
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